Quando si è vittime di violenza.. “Il Canavese” 23 agosto 2017

“Sono ancora molte le donne che subiscono violenza da parte del marito, compagno o conoscente. Spesso isolate da amici e parenti, si trovano in una posizione di sottomissione e paura. Provano vergogna, si sentono umiliate, in colpa, spesso confuse dall’alternarsi di maltrattamenti a periodi di cd. “luna di miele”; temono di perdere i propri figli (tema comunemente usato dal maltrattante); temono di non farcela, essendo la loro autostima spesso minata da anni di logorio psicologico; vivono una dipendenza economica.

In questi casi è importante riconoscere la violenza, rompere il silenzio che l’alimenta, creandosi attorno una rete di persone fidate cui chiedere aiuto e sostegno; rivolgersi ad un centro-antiviolenza o ad una associazione di volontariato della propria zona, che si occupi di violenza contro le donne, che offre consulenza legale gratuita (sempre, a prescindere dal reddito della donna, nei casi di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, stalking) e supporto psicologico altrettanto gratuito. Oppure ricorrere al numero nazionale antiviolenza 1522 attivo 24 ore su 24 gratuito sia da telefono fisso che da cellulare. L’assistenza legale, oltre che gratuita deve essere qualificata. E’ possibile trovare nel sito del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino un elenco di avvocati specializzati nella tutela  delle donne vittime di violenza. In caso di maltrattamento fisico, psicologico o sessuale è bene farsi refertare al Pronto Soccorso più vicino, che attiverà il “Codice Rosa” in un percorso di accoglienza in sinergia con la rete di centri-antiviolenza e associazioni di volontariato, medici, magistrati, ufficiali di Polizia, che intervengono, al fine di prestare cure mediche immediate, tutela e sostegno psicologico nel rispetto della privacy.”

 

Fabiola Grimaldi

Presidente de  “La Rete delle Donne”

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