Procure poco preparate sulla violenza contro le donne, “diritti spesso disattesi”

La tutela delle donne vittime di violenza o maltrattamenti non Γ¨ garantita allo stesso modo in tutta Italia. PerchΓ© le leggi ci sono, sono valide, ma metterle in pratica Γ¨ un’altra cosa. E la piena realizzazione della tutela delle vittime di ogni forma di violenza di genere passa, quando si arriva alle indagini o poi in un’aula di tribunale, anche dalla formazione degli addetti ai lavori. Che in molti casi Γ¨ carente. E cosΓ¬ accade che una donna possa ricevere piena tutela e assistenza se a occuparsi del suo caso Γ¨ una procura che ha al suo interno un pool specializzato in violenza di genere o, quantomeno, in tutela delle fasce cosiddette deboli e che, invece, non riceva tutte le garanzie che merita se si trova di fronte a magistrati che, non necessariamente per colpa loro, non sono adeguatamente formati. Il gap, quando si parla di donne che hanno bisogno di aiuto, Γ¨ grave e andrebbe colmato subito. Come? Assicurando un livello accettabile di specializzazione da parte di chi dovrΓ  maneggiare questa materia delicatissima. Si sofferma in particolare su questo aspetto il β€œRapporto sulla violenza di genere e domestica nella realtΓ  giudiziaria”, della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio. Il lavoro Γ¨ stato approvato il 17 giugno ma presentato oggi.Β β€œLa Convenzione di Istanbul, che prescrive di rendere concreto il diritto delle vittime alla protezione, resta in larga parte ancora disattesa”, si legge tra le 36 pagine del lavoro.

Non solo procure. Poca formazione si riscontra tra i consulenti tecnici, figure professionali che possono essere molto d’aiuto nei procedimenti per reati di questo genere. Le Consulenze tecniche d’ufficio, che spesso decidono sulle capacitΓ  genitoriali, vengono affidate anche a esperti non specializzati nella violenza di genere. Poca specializzazione si riscontra anche tra gli psicologi e tra gli avvocati.
Un problema rilevante si riscontra poi nei giudizi civili. La violenza domestica alla base di separazioni e divorzi, spiega la commissione, spesso non viene riconosciuta. E questo accade perchΓ© i procedimenti civili e quelli penali per maltrattamenti e violenza procedono, in molti casi, in parallelo, senza che ci siano scambi in informazione. β€œL’analisi ha evidenziato una sostanziale invisibilitΓ  della violenza di genere e domestica nei tribunali civili, nei quali la situazione appare piΓΉ critica e arretrata rispetto a quella emersa nelle procure”, scrive la commissione. Il fatto che tribunale civile e penale non si parlino come dovrebbero Γ¨ un problema. PerchΓ© potrebbe minare la piena tutela di donne e minori in casi di violenza domestica. (Leggi tutto)

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